venerdì 5 dicembre 2008

Quattro chiacchiere su Apollo e Dafne


L’altra sera è sorta una piccola diatriba tra me ed una mia amica circa la scultura di Apollo e Dafne. È del Canova o del Brunelleschi?

Sorpresa! Non è né di uno né dell’atro, ma bensì del Bernini!..e fu il trionfo dell’ignoranza.

Comunque, devo spezzare una lancia (o un’arancia) in favore della mia contendente – Isa – che sosteneva fosse del Canova perché esposta a Villa Borghese a Roma. In effetti l’opera è proprio a Villa Borghese, dove sono conservate alcune sculture di quel burlone del Tony Canova…ed ecco svelato l’inganno.

A dubbio risolto, durante le mie ricerche ho anche scoperto donde provenne l’idea che fece al Bernini scalpellar cotanta leggiadria marmorea: ma dal buon Publio Ovidio Nasone! Celeberrimo poeta latino che scrisse Le Metamorfosi.

In sostanza, la storia è questa: Apollo (Febo per i romani), facendosi beffa di Cupido, lo irritò decisamente. Questo per vendicarsi scagliò verso di lui una freccia d’amore e verso Dafne – che era una nifa che viveva tra boschi e fiumi - un dardo di repulsione. Apollo innamorato, si mise così a rincorrere Dafne che invece lo fuggiva con quanta più forza potesse. Infine, stremata dalla corsa e con Apollo alle calcagna, la bella ninfa chiese a suo padre – dio dei fiumi e dei boschi – di far qualcosa per evitare d’esser posseduta da Febo così bramoso di passione. Il padre allora trasformò Dafne in una pianta d’alloro.

Ovidio chiude la storiella facendo dire ad Apollo: “Se non puoi essere la sposa mia, sarai almeno la mia pianta. E di te sempre si orneranno, o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei.

Se interessa a qualcuno, Apollo e Dafne è nel primo libro de “Le Metamorfosi” dal verso 459. È poi lunga due paginette, ma è scritta davvero alla grande (io non so il latino, quindi ho solo letto la traduzione in italiano). Inoltre D’Annunzio – l’odiato performante poeta – ha scritto versi davvero belli su questa vicenda.

sabato 22 novembre 2008

La buffa storia di Borgo d'Ale


Qualche giorno fa, mentre scartabellavo a destra e a manca per fare delle ricerche sulla basilica di Sant’Andrea a Vercelli, mi è capitato tra le mani questo documento dov’è narrata la divertente causa che ha fatto nascere Borgo d’Ale (indicato con lo scudetto rosso sulla cartina).

Sentite un po’:
Siamo verso il 1220. Il Cardinal Guala Bicheri di Vercelli, illustre personaggio politico dell’epoca, commissiona la costruzione della Basilica del Sant’Andrea. Qualche anno dopo, il buon Guala dovrà partire – per non tornare più – per l’Inghilterra; saputo ciò, prima di andarsene dona ai frati reggenti la Basilica tutti i suoi possedimenti che erano assai ampi: coprivano tutta l’area intorno al lago di Viverone e passavano per Dorzano, Cavaglià, Alice Castello e poi ancora verso Livorno F.is, Bianzè, Tronzano per chiudersi a Pertengo e Prarolo (mezza provincia!!!!).

In tutto ciò, quando il reggente del territorio di Alice Castello seppe di passare sotto il comando degli abàti di Sant’Andrea “originò una strana e lunga contesa con il comune di Vercelli perché questo [il conte di Alice], in odio all’Abbazia, promosse, nelle vicinanze, la costruzione del nuovo borgo di Alice, ora detto appunto Borgo d’Ale, invitando gli abitanti di Alice Castello a trasferirvisi, con che essi si sarebbero automaticamente sottratti all’abbazia e, ciò che più conta, ai suoi balzelli”.

Curioso vero?...hi hi hi

giovedì 13 novembre 2008

Vi presento Alby

Carissimi bloggers tutti, guardate un po' qui che roba!!!
Come l'araba fenice, anche il buon "vado in collina" risorge a nuova vita dopo mesi di anonimo silenzio.

Niente di nuovo nella struttura e nella forma, niente di nuovo nei principi che spingono a scrivere.

Invece, qualcosa di nuovo per quanto riguarda gli autori: SIAMO UNO IN PIU'!!

Autori ed autrici tutte, vi presento Alberto (come il lupo). É un mio compagno di corso alla facoltà di Architettura (o meglio, date le ore passate insieme per motivi di studio, vale il paragone con la caserma e potrei quasi dire che siamo compagni di CAMERATA!!), che condivide largamente l'idea di slow-life di cui si parla nel "Welcome" del blog.

All'inizio avevamo pensato di aprire un blog di Architettura ma, se vi fate un giro sul web, capirete che aprire un blog del genere sarebbe un po' come fondare un nuovo partito in Italia...

Allora abbiam pensato: ma visto che sul "vado in collina" vale tutto, possiamo tranquillamente scriverci di Architettura, con il vantaggio che non c'è nessuna restrizione (come invece sarebbe su una pagina dedicata all'Architettura) rispetto a qualsiasi altra cosa si voglia scrivere.

Alla grande allora.

E si riparte. Benvenuto Alby.

martedì 16 ottobre 2007

Un Saluto ad un grande amico

Salve a tutti,
in particolare al Dany un ex collega ingegnere che si è convertito a fare l'architetto!
Il saluto è malinconico perchè al poli manca Dany grande amico a cui si può solo inalzare un brindisi virtuale nell'attesa di farne uno vero ricordando i bei tempi passati a NON fare lezione ma a divertirsi a saltare lezione per andare a trovare mia cugina a Pavia o a fare qualche aperitivo in giro per Vercelli!
Ciao a tutti dal Giga!

martedì 10 luglio 2007

Faber

L'altra sera su rai uno hanno trasmesso in seconda serata uno speciale su Frabrizio De André. Pino Daniele, intervistato da Mollica su cosa gli avesse insegnato De André, ha risposto, con la sua inconfondibile cadenza partenopea:
"Lui mi ha insegnato due cose importanti quando l'ho conosciuto: una questa grande umanità, questa grande disponibilità verso gli altri e l'altra... a bere."

Grazie Faber...